Statistiche R&I

L’Emilia-Romagna, pur evidenziando una leggera flessione nei dati, conferma una performance di alto profilo del proprio sistema innovativo certificata anche dall’ottimo posizionamento nel contesto italiano ed europeo in quasi tutti i principali indicatori legati alla ricerca e all’innovazione.

A livello europeo l’Emilia-Romagna, pur non figurando più tra le regioni che mostrano indicatori di performance migliori nei c.d. “innovation followers” del Regional Innovation Scoreboard 2016 al  pari di  Piemonte e Friuli Venezia Giulia, si conferma territorio di primo piano sia a livello nazionale che europeo posizionandosi in testa alla classifica o nel gruppo di vertice delle regioni italiane e ben al di sopra della media europea in un buon numero di indicatori relativi alle risorse umane, alla formazione, al personale di ricerca e al sistema universitario regionale.

L’Emilia-Romagna è, infatti, prima in Italia per numero di laureati in discipline tecnico-scientifiche e per personale addetto alla ricerca e sviluppo, entrambi i valori per 1.000 abitanti, (rispettivamente con 18,7 laureati in S&T e 6,7 addetti alla R&S), ma la regione è in testa anche per indice di attrattività del sistema universitario (25,1%).

immagine startup

Ottime le performance di innovazione anche rispetto ad altri indicatori relativamente ai quali la regione conquista posizioni importanti nel panorama nazionale ed europeo. L’Emilia-Romagna è seconda, alle spalle della Lombardia per numero di Start Up innovative (12% del nazionale) e del Friuli Venezia Giulia per numero di brevetti registrati, per milione di abitanti, presso lo European Patent Office (127,4), mentre si posiziona al quarto posto per numero di Spin Off accademici (9% del nazionale) dopo Toscana, Piemonte e Lombardia. L’industria regionale si conferma come un settore sostanzialmente innovativo. Significativi per il tessuto produttivo regionale sono i dati sugli occupati regionali nei settori manifatturieri a medio-alta tecnologia (pari al 9,6% rispetto al totale degli occupati) e sulla propensione delle imprese regionali a collaborare in network (9,54% del nazionale) che consentono all’Emilia-Romagna di collocarsi rispettivamente in seconda e terza posizione a livello nazionale.

Altri dati evidenziano invece prestazioni migliorabili rispetto alle quali la regione, pur collocandosi in buona posizione a livello nazionale, non riesce a sfruttare pienamente il proprio potenziale in termini di ricerca e innovazione. In particolare, ciò è confermato dai dati relativi all’intensità degli investimenti in Ricerca e Sviluppo che rappresentano l’1,64% del PIL regionale, una quota che – seppur superiore alla media italiana (1,31) e che posiziona l’Emilia-Romagna al terzo posto tra le regioni italiane (dopo Piemonte e Lazio)- risulta essere ancora lontana dall’obiettivo europeo di Europa 2020 (3%) ed al di sotto della media europea (2,03%). Situazione altrettanto deficitaria, soprattutto se confrontata con gli anni precedenti, è quella relativa al numero di giovani con istruzione terziaria pari a 28,8%; dato che posiziona l’Emilia-Romagna al quinto posto a livello nazionale e ben distante dalla media europea del 38,7%.

La regione Emilia-Romagna ha mostrato altresì un livello di perfomance discreto con riferimento alla partecipazione al Programma SME di H2020 (stando ai dati aggiornati ad Dicembre 2016), posizionandosi al secondo posto in classifica, alle spalle della Lombardia, con 67 partecipazioni di imprese regionali, di cui 7 in Fase 2 e una discreta rappresentatività del totale nazionale pari al 18%. In particolare la regione è nelle posizioni di vertice nell’ambito tematico “nanotecnologie” con 21 partecipazioni, pari al 30% del nazionale sul tema e al 31% delle proprie partecipazioni complessive, e su quello della “Low Carbon and efficient Energy” con 10 partecipazioni.

Infine, vi sono alcuni dati che fotografano una realtà sulla quale appare necessario intervenire concentrando una parte delle attività a livello regionale con l’obiettivo di ridurre il gap che la regione mostra anche rispetto ai valori medi nazionali. In particolare, un’inversione di tendenza è auspicabile in termini di occupati nel settore dei servizi ad alta intensità di conoscenza che rappresentano l’1,8% dell’occupazione totale (settimo posto condiviso con il Veneto e valore al di sotto della media italiana del 2,5%), e con riferimento alla spesa media regionale per innovazione per addetto nella popolazione totale delle imprese, rispetto alla quale l’Emilia-Romagna si posiziona al quinto posto (3,5%) e in linea con il valore medio italiano (3,4%).

Incrementabili, infine, sono le performance in tema di propensione all’innovazione delle imprese regionali con almeno 10 addetti che hanno introdotto innovazioni di prodotto o processo (il 33,4% del totale) che consentono alla regione di posizionarsi al sesto posto a livello nazionale e in linea con la media italiana.

Fonti: Statistica E-R; Dpef - Documento di politica Economico-finanziaria2014-2015 – Regione Emilia-Romagna; Osservatorio MIUR - Anagrafe Studenti; ASIA; Istat; Eurostat; EASME