| Inviato da: admin il 02-11-2005 
E’ una delle aziende neonate, selezionate per un programma di incubazione d’impresa che partirà i primi di novembre sotto il coordinamento di Aster
Scienza e impresa si alleano per una migliore prevenzione del tumore al seno. A Bologna un gruppo di ricercatori dell’Università decide di mettersi in affari e fonda la prima e unica azienda italiana per la mammografia intelligente, una tecnologia innovativa in grado di evidenziare in modo automatico sulla radiografia i primi possibili segnali di tumore al seno. Il sistema, già in sperimentazione all’Ospedale Maggiore, affianca il medico nella valutazione delle radiografie della mammella, accrescendo del 10-15% la probabilità di individuare le tracce iniziali del cancro. A dare una mano agli scienziati-imprenditori, nei primi passi della loro azienda, il programma di incubazione d’impresa I Tech Off, coordinato da Aster, il consorzio regionale per lo sviluppo tecnologico. Arcadia Lab, questo il nome della neonata azienda, è infatti uno dei sei progetti selezionati per un periodo di incubazione della durata di 18 mesi che partirà i primi di novembre. Lo scopo di I Tech Off è quello di sostenere, nella fase di decollo, le imprese innovative nel campo del Multimediale e dell’Ict (tecnologie dell’informazione e della comunicazione).
“Abbiamo sviluppato un software del tutto originale – spiega Renato Campanini, di Arcadia Lab – in grado di individuare le eventuali anomalie di una mammografia. Ovviamente il software, che abbiamo chiamato Galileo, non sostituisce l’occhio esperto del radiologo, ma lo coadiuva. E’ come un secondo esperto virtuale che si affianca al primo. Talvolta i segni iniziali di tumore al seno possono essere quasi impercettibili e la stanchezza può affievolire l’attenzione umana. In base ai test condotti risulta che, unendo alla tradizionale valutazione del medico l’analisi del nostro software, si accresce del 10-15% la percentuale di successo nella diagnosi del cancro al seno. Non esistono altre aziende italiane che abbiano creato un software simile a Galileo – continua Campanini, che è un professore del Dipartimento di fisica dell’Università di Bologna e del corso di laurea di Scienze dell'informazione di Cesena -. I nostri unici veri concorrenti sono due aziende americane della California e del New Hampshire. Attualmente il nostro software è in sperimentazione presso alcune strutture ospedaliere in Italia, in Svizzera e in Francia, e contiamo di commercializzarlo a breve“.
“Il software per la mammografia intelligente è solo un esempio dei prodotti e servizi innovativi e ad altissimo contenuto tecnologico di cui si occupano le aziende che sosteniamo – commenta Sara Monesi, di Aster, responsabile di I Tech Off -. Oltre ad Arcadia Lab abbiamo selezionato, per il periodo di incubazione che sta per partire, altre cinque nuove aziende hi-tech. Alma vision, di Bologna , che si occupa di software per il monitoraggio visuale del traffico automobilistico e per la video-sorveglianza di seconda generazione. Meeo, di San Giovanni di Ostellato (Fe), il cui software invece consente l’interpretazione delle foto satellitari per la meteorologia, il monitoraggio ambientale e il controllo del territorio. Musei&ambiente, di Bologna, che si occupa di rilevazione e gestione di dati ambientali all’interno di musei e archivi. Scriba nanotecnologie, di Bologna, per la produzione di etichette innovative ad alto contenuto di informazione (nanotag), utili per la tracciabilità di alimenti e farmaci. Waymedia, ancora di Bologna, per i sistemi di comunicazione wireless basati su tecnologia bluetooth”.
Ciascuna di queste società avrà l’opportunità di avvalersi, per un anno e mezzo, di spazi e di attrezzature, in via Fanin, 48, presso Alma cube: uffici, telefoni, computer, accesso ad internet, un servizio di segreteria e di direzione della struttura. Inoltre le imprese saranno assistite con un programma di consulenze personalizzate non solo sugli aspetti legali, fiscali e di management aziendale ma anche su quelli tecnologici, di industrializzazione e di commercializzazione dei loro prodotti e servizi. Complessivamente i servizi offerti a ciascuna impresa nei 18 mesi avranno un valore che si aggirerà attorno ai 40mila euro.
Quello che sta per partire è il primo ciclo di incubazione di I Tech Off. Un altro seguirà agli inizi del 2006 con altre imprese hi-tech. Quelle finora candidate sono per la maggior parte srl formate da ricercatori universitari con un’età media che sia aggira sui 35 anni. Oltre al supporto a imprese neo-costituite o in via di costituzione, I Tech Off offre anche sostegno a progetti di impresa, attraverso il percorso di pre-incubazione: il primo, già concluso, è stato seguito da otto beneficiari.
I Tech Off (Information technology spin-off) è un progetto triennale, che si concluderà nel 2007, attuato dall’omonimo consorzio, di cui fanno parte, oltre ad Aster, che lo coordina, l’Università di Bologna e la Fondazione Alma Mater. Prevede cicli di pre-incubazione, di incubazione e di post-incubazione. I primi durano quattro mesi e sono incentrati sulla formazione e sull’elaborazione di un business-plan. I cicli di incubazione, di cui abbiamo già parlato, sono la parte più importante dell’intero programma e durano 18 mesi. I cicli di post-incubazione hanno durata di tre mesi e servono a rendere autonome le aziende già avviate, aiutandole a trovare una sede propria, a consolidare il business e sviluppare nuove relazioni strategiche.
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Luigi Valeri: e-mail: valeri@contestoweb.com
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