Dalla cultura tecnica alla cultura urbana

Dalla cultura tecnica alla cultura urbana

News19/11/2018

Il 18 ottobre scorso l’Arena Regione Europa, spazio di dialogo ideato e gestito da ASTER e dal Clust-ER BUILD presso SAIE 2018, ha organizzato una giornata di convegni e dibattiti sulle sfide della trasformazione urbana regionale.

Marcello Capucci, Responsabile del Servizio Qualità urbana e Politiche abitative della Regione Emilia Romagna, ha illustrato con chiarezza i punti fermi della Nuova Legge Urbanistica regionale  L.24/2017, con la quale vengono stabili riferimenti normativi per il governo del territorio, gli strumenti attuativi che stanziano risorse e definiscono i perimetri metodologici per le proposte strategiche dei Comuni (Bando per la Rigenerazione Urbana), il sistema degli incentivi alla riqualificazione e la decisa semplificazione e innovazione che apre alle pratiche di demolizione e ricostruzione e all’uso temporaneo del patrimonio esistente con finalità d’interesse pubblico.

Se dalla prospettiva regionale l’orizzonte di lavoro è chiaro e i primi risultati già evidenti (112 domande presentate dai Comuni, più di un Comune su 3, per un totale di 518 azioni sul territorio regionale), dall’altra parte gli operatori del mercato non possono rimanere fermi a guardare e a questi, in particolar modo, si richiede un passaggio da cultura tecnica del progetto di trasformazione a cultura urbana del processo di rigenerazione.

Il dibattito moderato da Marco Marcatili, Responsabile Sviluppo di Nomisma e il successivo Clust-ER talk moderato dal Presidente del Clust-ER BUILD Marcello Balzani hanno prodotto riflessioni e spunti di lavoro sulle azioni prioritarie per consentire la messa a terra di pratiche di qualità. Tali azioni non devono fermarsi alla sola riqualificazione degli asset fisici, ma supportare invece le comunità stesse nella produzione di valore economico e sociale:

#sperimentazioni: riattivare i vuoti urbani con il riuso temporaneo

  • rispondere alla contrazione delle città attraverso la riattivazione inclusiva di spazi abbandonati per brevi periodi, in temi rapidi e per soddisfare esigenze contingenti, riducendo a zero i costi di riqualificazione per i proprietari
  • diffondere e applicare nuovi modelli di riattivazione urbana, quali il Distretto Popolare Evoluto
  • partire dall’abitare come motore della rigenerazione urbana e sociale

#formazione: interdisciplinarietà e nuove professioni

  • sviluppare la figura professionale del comunicatore in ambito urbano, capace di comunicare le scelte della trasformazione e gli impatti economico-sociali da esse derivanti
  • sviluppare la figura professionale dell’attivatore territoriale, capace di avviare e condurre processi di coinvolgimento attivo di soggetti, istituzionali e non, in materia di trasformazione del territorio

#investimenti: dare valore alla trasformazione

  • definire l’impatto economico-sociale delle trasformazioni, aumentando la consapevolezza relativa alla gestione e valutazione dei processi
  • utilizzare gli incentivi fiscali e volumetrici per premiare la qualità progettuale
  • sfruttare il sistema della cessione del credito come leva per l’attivazione di interventi di riqualificazione, tanto in ambito pubblico quanto in ambito privato

#collaborazione: stabilire nuove alleanze per la rigenerazione

  • collaborare con le nuove “interfacce” della società:  agenzie per le casa, multi-utilities, gestori temporanei del patrimonio costruito, associazioni di promozione sociale e culturale ed enti che erogano servizi per la collettività
  • attivare in maniera continuativa un confronto multi-utente: il confronto con le comunità locali, a partire dai più giovani, può cambiare radicalmente la qualità delle trasformazioni nel lungo periodo.

Tommaso Dal Bosco, presidente di AUDIS, rilancia infine le proposte in una prospettiva nazionale: ciò che può rendere diffondere davvero la rigenerazione sul territorio è un meccanismo di sostegno continuativo, che permetta di uscire dalla logica dei bandi una tantum e dia modo ai Comuni di avviare una seria pianificazione strategica di lungo periodo.

 

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