La nuova cultura urbana: legge urbanistica, territori e sociale

La nuova cultura urbana: legge urbanistica, territori e sociale

News03/12/2018

Il 18 ottobre scorso, nell’ambito di Arena Regione Europa (SAIE 2018), ASTER ha organizzato e animato insieme al Clust-ER BUILD una giornata di confronto sulle azioni prioritarie con le quali supportare la diffusione di pratiche di riattivazione, recupero e rigenerazione urbana.
Grazie al format TV-web IcubER, Innovativi per Tradizione, ideato da Saverio Cuoghi per Lepida spa, i protagonisti di questo dibattito hanno raccontato in otto interviste la loro prospettiva.

La Regione Emilia-Romagna, attraverso un nuovo quadro normativo e attraverso la rete dei Clust-ER regionali, sostiene le città nella transizione verso nuove modalità d’uso e riuso degli spazi, spronando ad un cambio di paradigma: dall’intervento puntuale sull’opera pubblica ad una strategia più complessiva sul sistema economico e delle relazioni capaci di generare valore per i quartieri.

La visione di AUDIS traguarda verso una nuova agenda urbana nazionale, che dovrà tenere conto di uno scenario immobiliare mutato: sempre più forte sarà l’esigenza di affidare ai grandi operatori pubblici e privati la gestione del patrimonio abitativo, con l’obiettivo di superare le difficoltà connesse alla frammentazione della proprietà e all’incidenza negativa delle azioni di riqualificazione sul valore delle abitazioni. Secondo Nomisma, inoltre, serve una nuova finanza disposta ad investire in progetti di piccola scala per le cosiddette città “micropolitane”, lasciate ai margini della pianificazione nazionale che fino ad ora si è concentrata sulle aree metropolitane e le aree interne del Paese.

Un esempio molto positivo in questo senso è l’area dell’Ex-Palaspecchi di Ferrara, rinata nelle “Corti di Medoro” attraverso un investimento pubblico complessivo di 40 M € che ha trasformato 24.000 mq inutilizzati e in stato di degrado profondo in un nuovo quartiere per studenti e famiglie, con 3.000 mq di servizi. In questo caso è la collaborazione tra Comune di Ferrara, ACER Ferrara e Cassa Depositi e Prestiti ad aver messo in moto il processo di recupero dell’area. Esistono però altri modelli di successo che utilizzano il vettore culturale e le azioni di coinvolgimento sociale come motore della rigenerazione. Ne è la prova il progetto bolognese Senza Filtro/OZ, che ha permesso la trasformazione di 12.000 mq di spazi abbandonati nel più grande centro sportivo indoor di sport estremi, in tempi rapidi e in maniera inclusiva con la comunità locale.

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