Bettery, la startup che vuole cambiare il paradigma nel mondo dell’energetica

Bettery, la startup che vuole cambiare il paradigma nel mondo dell’energetica

News27/11/2018

Cambiare il paradigma nel mondo dell’energetica. L’obiettivo che Bettery si pone è ambizioso, ma al team composto da Francesca De Giorgio, Francesca Soavi, Alessandro Pastore, Alessandro Brilloni e Federico Poli grinta e determinazione per raggiungerlo non mancano di certo.

Dietro la startup, costituita all’inizio del 2018, ci sono anni e anni di ricerca che hanno reso l’idea solida mentre, grazie a una serie di percorsi come Unibo Launch Pad, ora programma Reactor, e tutti quelli offerti da Aster (dalla Start Cup al Climate- KIC Accelerator Program) quel sogno può uscire dal laboratorio e diventare un prodotto da lanciare sul mercato.

“Bettery è una batteria liquida e verde con la maggiore energia e durata e il minor costo e impatto ambientale mai riportati finora” spiega la chimica Francesca De Giorgio “la chimica alla base della nostra tecnologia è quella delle batterie litio-ossigeno considerate dalla roadmap delineata dalla Comunità Europea come batterie di quinta generazione che si stima che arriveranno sul mercato attorno al 2030. Quello che vogliamo fare noi è precorrere i tempi”.

I vantaggi di questa batteria sono molteplici e l’applicazione non è solo quella della mobilità elettrica. “Proprio perché questa batteria è liquida è possibile ricaricarla istantaneamente sostituendo il liquido interno come si fa con il rifornimento di carburante, sfruttando le infrastrutture già esistenti, oppure mediante ricarica convenzionale tramite rete elettrica” aggiunge la co-founder di Bettery “vogliamo intervenire nel modo di concepire la distribuzione dell'energia: il nostro liquido diventerà un vettore di energia che potrà alimentare sia le auto ma al contempo potrà fornire energia anche alle abitazioni se integrata come sistema di energia da fonti rinnovabili come l’eolico o il fotovoltaico”.

L’interesse nei confronti di quella che Francesca chiama “batteria di frontiera” risale agli anni dell’università. “Tutto è iniziato nel 2009 con il mio lavoro sperimentale per la mia tesi di laurea specialistica nel Laboratorio di Elettrochimica dei Materiali per l’energetica del Dipartimento di Chimica “Giacomo Ciamician” dell’Università di Bologna” racconta la startupper “ho accettato la sfida di studiare una tecnologia che avrebbe davvero potuto fare la differenza perché può raggiungere una densità di energia teorica concorrenziale con quella della benzina”. Ora la correlatrice di Francesca, Francesca Soavi, di Bettery la co-founder e quell’idea è una startup che inanella un successo dietro l’altro. Bettery infatti si è aggiudicata il primo posto al PNI nella categoria CleanTech&Energy, il premio Next Energy e ora lo SME Instrument, lo strumento per le piccole e medie imprese della Comunità Europea che stanno portando allo sviluppo del prototipo necessario per verificare l’applicazione della batteria su larga scala. Da ultimo, proprio il 22 novembre scorso, Bettery ha vinto il Premio Marzotto nella sezione “dall’idea all’impresa”: oltre alla soddisfazione in arrivo altro denaro per procedere sempre più spediti verso i risultati attesi. Ambizione quindi sì ma anche tanto studio per lasciare il segno con una visione. Dichiara infatti Francesca: “Il nostro obiettivo è quello di diventare un’affermata azienda italiana, leader nello sviluppo di batterie litio aria a flusso inserita nella value chain delle batterie di nuova generazione con una linea di ricerca e sviluppo d'avanguardia”.

Autore: Giorgia Olivieri

 

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